Le Vie della Rakija

“per l’aiuto di Dio, per la Slava, per la Santa Trinità, per i quattro Pilastri del Vangelo, per i Cinque Martiri Illuminati, per il buon avvento del Bene e la fuga del male, per il benvenuto, per la salute del padrone e della padrona di casa, per la vita e la salute dei più giovani, per la salute dei compari e per gli amici sinceri…”

In onore delle divinità, dei vivi e dei defunti secondo precise formule tramandate dalla cultura popolare, si celebrano i riti di passaggio della vita dell’individuo.
Nelle regioni più a sud della Serbia, dalla Šumadija fino al Kosovo, la rakija preannuncia la fede  a Dio e all’Uomo. Il quotidiano accoglie la ierofania, la manifestazione del sacro, che interrompe lo scorrere del tempo profano.  L’acqua vitae procede nei rivoli del tempo e reca con sé l’eco di una sapienza antica sull’arte della distillazione. La  mano esperta dell’uomo estrapola dalla natura, dai suoi frutti migliori, l’essenza, i profumi e gli aromi della Terra. La sua anima mundi.  Takav narod, Takva rakija Tale popolo , tale rakija, recita un andante popolare.

La Rakija , termine arabo dalla radice “al-rak” o, forse, “arak”, che traduce il trasudare, lo stillare, entra prepotentemente anche nelle lingue dei popoli slavi meridionali e in quelle dei vicini albanesi già nel periodo tra il declinare del  XIV secolo e gli albori del XV. In Occidente è l’Acqua Vitae dei maestri gesuiti, i quali conservano i segreti della distillazione tramandati  dalla sapienza araba. Le prime notizie scritte, infatti, sull’arte di estrarre l’essenza dei frutti, risalgono al VII secolo dell’era cristiana in un trattato dell’alchimista Abu Beckr Mohamed Ibn-Zàkariaya el-Rhazi. 

Comunque la si voglia chiamare, la rakija è frutto delle dottrine esoteriche dei maestri alchimisti, del passato e del presente, che  custodiscono i segreti della  pozione che “cura tutti i mali”.  La rakija, nelle fonti orali della regione balcanica, ha poteri taumaturgici. In alcuni momenti dell’evoluzione delle terapie medico-sanitarie e  in quelle di natura psico-sociale è utilizzata come anestetico, antisettico e antidepressivo Nella saggezza popolare dei guaritori, la rakija previene e cura i mali della psyché e del soma. La rakija esige rispetto e buonsenso. La moderazione legata al suo uso e consumo è la condizione senza la quale il distillato potrebbe risvegliare i suoi demoni più malvagi. 

Bez Rakije razgovora nema”. Senza la Rakija non c’è accordo dice il popolo. E gli accordi sanciti, in queste terre, con un sorso di rakija e una tenace stretta di mano guardandosi negli occhi, contano più di un contratto scritto. Bez rakije se ne može proslaviti slava, svadbovati, niti sahraniti. Si dice che senza rakija non si può celebrare una Slava ne un matrimonio  ne una sepoltura . Parafrasando la saggezza popolare, potremmo dire che la rakija, nei balcani, accompagna l’individuo dalla culla alla bara…

“…sono questi lampi di immagine. Cose come un belgradese che esce per strada esultando per una buona notizia, assolda tre zingari armati di fiati e tamburi, e assieme a loro gira la città con una bottiglia di rakija in mano e un codazzo di passanti che ballano ascoltando la sua musica…” queste le “note bastarde “ di Paolo Rumiz e dei suoi Balcani.

Le buone e le cattive notizie si salutano in diverse maniere da queste parti: šljivovica, lozovača, kajsijevača, kruškovača, jabukovača, dunjevača, smokvovača, travarica, orahovača, medovača, višnjevača…  nomi di distillati la cui pronuncia evoca i ritmi “atipici” delle fanfare di fiati Rom ,  e allora…grappa di prugne, di uva, di albicocche, di pere, di mele, di mela cotogna, di fichi, di erbe, di noci, al miele, di amarene…

La rakija è patrimonio dei monasteri della Metohija. Dall’Alto Medioevo, nel villaggio di Velika Hoča, si tramandano i segreti di una superba distillazione dei frutti, lavoro dell’Uomo e della Grazia di Dio. Proprio qui, da secoli, ci sono le cantine del Monastero di Dečani. Il vento, che dal mare, giunge sin nei viottoli del villaggio medievale, insinuandosi tra i monti, aggiunge un bouquet di profumi tipico della costa adriatica, mediando, in questo modo, le rigide temperature continentali con quelle tiepide mediterranee. Il sole colora con i suoi raggi e arricchisce di zuccheri le uve, le prugne, le mele e tutti i frutti delle valli della Metohija.  La vocazione di questo territorio era già nota alla famiglia dei Nemanja dal XII secolo quando, con un diploma, il gran Župan di Raška e Zeta, Stefan Nemanja, per volontà di suo figlio, San Sava, fa di Velika Hoča la vinarija del monastero di Hilandar, sul monte Athos. E’ l’atto più antico che testimonia la presenza slava nella regione. Il passaggio dal Mito alla Storia. E la Rakija è testimone oggi come allora dei sussulti della Storia.

La Rakija, in Kosovo, è il presidio della Memoria contro l’incessante tentativo di eclissare la presenza di un Popolo e della sua Storia. Nei territori a nord dell’Ibar, la rakija ha un sapore diverso. Decisamente forte, amaro e dolce allo stesso momento…L’uomo qui, è particolarmente legato alla terra. La rakija qui è la lacrima che prorompe da un artiglio che l’uomo ha conficcato nella terra…Terra che non vuol lasciare. La rakija  diventa allora espressione tangibile del genius loci delle valli del Kosovo. Oggi più che mai, forse. E’ l’essenza del contatto ancestrale tra l’uomo e il suolo patrio, il trait d’union con i dei Mani, l’essenza del contatto dell’uomo con la madre di tutte le madri: la Natura. 

Ottobre è il mese in cui i maestri vinaioli raccolgono i frutti destinati alla macerazione ed alla fermentazione, e quindi alla loro “cottura” nei tradizionali alambicchi di rame. Ci si prepara al rigido inverno. E’ il momento in cui le famiglie preparano le “conserve” per la stagione fredda.  Un viaggio lungo le vie delle distillerie, dal nord al sud del Kosovo e della Metohija, per condividere i momenti unici in cui, la sapienza e le arti di secoli addietro, si condensano, goccia a goccia, in una bottiglia di prezioso distillato. Attraverso quella che Bronislaw Malinowski definiva come “osservazione partecipante dell’antropologo nella comunità ospitante” così noi, in questo viaggio, saremo parte attiva nella tradizione dei grandi maestri distillatori.

Padre Marko e i segreti della cantina del monastero di Dečani, Srdjan  e le cantine di Velika Hoča, Milija e le distillerie del Kosovo settentrionale, poi i distillati  di Momilo nel villaggio-enclave di Gorazdevac… La rakija, ha tante storie da raccontare su queste strade.

Le vie della Rakija - programma

26 ottobre, sabato
Ore 19.00 Raduno al porto di Bari e partenza per Durazzo.

27 ottobre, domenica
Arrivo al porto di Durazzo e trasferimento, utilizzando mezzi pubblici, alla volta del Kosovo.
Ingresso in Kosovo, visita alla città di Prizren, antica capitale della regione, visita al Monastero dei SS. Arcangeli, alla čarsija ottomana, alla Džamija di Sinan Paša, alla Cattedrale della Bogorodica Ljeviška, le rovine del Monastero di Sveti Spas e visita del quartiere serbo. Cena e pernottamento a Velika Hoča.

28 ottobre, lunedi'
Risveglio all'enclave di Velika Hoča. Visita alle chiese medievali e incontro con Srdjan che con l’aiuto di un enologo ci introdurrà ai segreti della distillazione. Cena e pernottamento a Velika Hoča.

29 ottobre, martedì
Visita alla città di Mitrovica, la città divisa. Visita ai monasteri di Banjska e Sokolica. Degustazione presso la cantina dell’Etnovillage. Cena e pernottamento a Banov Do.

30 ottobre, mercoledì
Visita del Gazimestan, la pianura ove si svolse la famosa battaglia medievale di Kosovo Polje. Visita alla tomba di Murad I. Degustazione presso la cantina di Mirko a Lebane Selo. Visita al Monastero di Gracanica e al Monastero di Draganac. Pernottamento nell’enclave di Gracanica.

31 ottobre, giovedì
Visita del Monastero di Visoki Decani, partecipazione facoltativa al rito del Canone di supplica al Santo Re Stefano. Degustazione presso la cantina Petrovic a Velika Hoca. Cena e pernottamento nell’enclave di Velika Hoca.

1 novembre, venerdì
Visita al Patriarcato di Peć ed alla čarsija del periodo ottomano. Degustazione presso la cantina Momilo, produttore indipendente di Goradzevac. Cena e pernottamento a Prizren.

2 novembre, sabato
Visita libera di Prizren, trasferimento a Durazzo. Imbarco e partenza alla volta di Bari.

3 novembre, domenica
Visita alla chiesa di S. Nicola di Bari. Rientro nelle sedi di provenienza.

  • Specifiche del viaggio

Il viaggio viene effettuato ad esclusivo scopo umanitario e culturale, pertanto l'organizzazione dello stesso è priva di lucro ed è riservato esclusivamente ai soci in regola con le quote sociali dell'Associazione Amici del Monastero di Dečani.

Il trasferimento in nave è previsto esclusivamente come passaggio ponte (poltrona) è possibile su specifica richiesta l’upgrade della cabina (costo extra). Per spostamenti dall’Italia settentrionale è prevista un’alternativa al viaggio in nave, attraverso l’utilizzo del vettore aereo; in caso di specifica richiesta è necessario effettuare l’upgrade (costo extra).

Eventuali spostamenti e/o annullamenti da parte di vettori terzi (compagnia marittima o aerea) non possono essere in alcun modo imputati all’organizzatore e non possono avere rilevanza nei rapporti tra le parti. La responsabilità rimane in capo al vettore medesimo.

I trasferimenti in Kosovo e Metohija sono garantiti in minibus privato con autista.

Sará sempre presente un accompagnatore che parla italiano.

Gli accomodamenti sono previsti sempre in camera doppia.

Nella quota di partecipazione non sono incluse le bevande (escluse le degustazioni), i pasti sulla nave ed i trasferimenti nazionali.

Il costo della quota di partecipazione è di Euro 635,00 a persona (esclusi upgrade). La quota deve essere versata in unica soluzione entro e non oltre il 15 ottobre 2013.
Il versamento della quota di partecipazione, genera la piena accettazione  delle specifiche del viaggio quali regole del medesimo, che disciplinano i rapporti tra le parti.
I versamenti devono essere effettuati presso il conto corrente dell’Associazione Amici di Dečani, Iban n° IT62 M 05034 44250 000000000043 intestatario Andrea Lampo - Fundraiser Amici di Dečani, la causale deve essere indicata come: Quota partecipazione viaggio Le vie della Rakija

Qualsiasi comunicazione inerente il viaggio deve essere inoltrata al responsabile nazionale viaggi solidali, dott. Mario Salzano – email: mario@amicididecani.it  mobile: +39.329.97.55.189

informazioni

Il gruppo deve essere composto da minimo 8 persone

Le quote versate a titolo di partecipazione non potranno essere rimborsate anche in caso di mancata partecipazione per qualsiasi motivo indipendente dall'organizzazione.

Il documento necessario per accedere in Kosovo, per i cittadini italiani, è il passaporto in corso di validità (entro sei mesi dalla naturale scadenza).

A volte un viaggio in Kosovo e Metohija può essere disagevole. Spesso dopo le 19.00 l’energia elettrica viene erogata da generatori; può risultare difficile fare una doccia, lo standard delle strutture alberghiere è basso rispetto al metro di valutazione europeo. Per contro, l’ospitalità presso le famiglie nelle enclavi, risulta di sovente, nonostante le difficoltà, la parte più emozionante dell’intera esperienza.

Nel mese di Ottobre, il clima di Kosovo e Metohija è mutevole, belle giornate si alternano ad acquazzoni. Durante la notte, la temperatura cala considerevolmente. Si consiglia di utilizzare un abbigliamento adeguato alla stagione e comunque a strati. E’ opportuno avere un ricambio per le calzature o scarpe impermeabili da trekking, oltre ad un fondamentale cappello di lana.

Durante le funzioni religiose è buona educazione chiedere il permesso per fotografare e avere un abbigliamento consono e decoroso. Per le donne è gradito il foulard sul capo. 

All’interno delle mura dei Monasteri è proibito fumare.

Richiedi a mario@amicididecani.it o anna@amicididecani.it il modulo di adesione

A norma del D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, in materia di contratti di fornitura di beni e servizi, si precisa che la sopra indicata proposta é puramente indicativa e l’Associazione Amici di Dečani si riserva di modificare gli itinerari e le mete anche in corso del viaggio.