UNA MOSTRUOSITÀ

In questi tempi di lockdown, vengono fuori storie di ordinaria crudeltà che ci invitano a riflettere seriamente sul livello di abominio umano in cui la nostra società sia sprofondata.
Questa vicenda in particolare, racconta delle difficoltà di un’agenzia per la maternità surrogata in Ucraina.
Si tratta della Biotexcom (clicca qui per vedere il sito, dal famigerato nome uteroinaffitto) e (clicca qui per visionare il video). La Biotexcom ha dovuto allestire una nursery temporanea presso i locali dell’Hotel Venecia di Kiev, per parcheggiare 46 bambini nati da madri surrogate, i cui “genitori committenti/paganti” non possono recarsi in Ucraina a ritirare la “mercanzia”, cioè il bambino “pronto”.
Tra queste coppie ci sono delle coppie italiane, undici da indiscrezioni di persone vicine alle Biotexcom, sette eterosessuali e quattro omosessuali.
La Biotexcom, continua a rassicurare i propri committenti, sullo stato di salute dei piccoli e riduce la diaria giornaliera per il mantenimento da 50 a 25 euro a bambino.
L’avvocato della clinica, Denis Herman, sollecita attraverso email e lettere, tutti i clienti a rivolgersi ai Ministeri degli Esteri dei rispettivi Paesi, perché richiedano al Governo ucraino un permesso speciale in deroga alle regole del lockdown, per recarsi a ritirare i neonati.

È un orrore senza fine, che ben conosciamo e che combattiamo ogni giorno nella nostra realtà di Kosovo e Metohija.
A tal proposito abbiamo affidato a diversi parlamentari il testo di una interrogazione affinché si concentri la massima attenzione su questo caso, richiamando il Sig. Ambasciatore d’Italia in Ucraina, il dott. Davide La Cecilia a vigilare su questa vicenda e si ammonisca il Sig. Ministro degli Esteri, On. Luigi Di Maio dal concedere qualsiasi tipo di permesso per venire incontro agli interessi di questa spregevole azienda.
Come da comunicazione del sito, la Biotexcom, “vende” procedure sottese alla maternità surrogata, cioè bambini, per un importo compreso tra i 30.000 e i 50.000 euro.
Impossibilitati a rimanere immobili di fronte a questa vera tragedia umana, oltre all’iniziativa parlamentare sopra riportata, abbiamo scritto una lettera sia al Metropolita Onufry della Chiesa Ortodossa Ucraina, che all’elemosiniere del Papa, S.E. Card. Konrad Krajewski, recentemente impegnato nell’aiuto alla comunità transgender di Torvaianica, per individuare qualsiasi azione che possa far cessare questa mercificazioni di innocenti, prendendosi cura dei bambini e delle povere madri, costrette a quest’abominio da una condizione di assoluto degrado morale, culturale e sociale.