Nessuna divisione

I giochi estivi iniziati proprio in questi giorni a Velika Hoča, non sono gli unici “giochi” che si stanno giocando in Kosovo e Metohija. Una politica serba irresponsabile, dalla visione miope ed interessata ad un esclusivo e presunto profitto economico, di concerto con la cosiddetta comunità internazionale coinvolta nel processo di garanzia del Kosovo e le autorità albanesi di Kosovo, stanno pianificando una vergognosa spartizione della “terra sacra d’Europa” come l’ha definita lo storico Gojko Subotić.

Belgrado, per squallidi rapporti di convenienza immediata di una sconcertante elite politica, si sta appiattendo sulla posizione di divisione del Kosovo e Metohija: tutto ciò che insiste a nord del fiume Ibar, alla Serbia, tutto quel che c’è a sud, al Kosovo.
La tracotanza di questa classe politica è enorme, la decisione da prendere annunciata, la peggiore; ancora una volta disegnare steccati, imprimere separazioni su basi etniche, come se non fosse bastata l’esperienza del 1991, quando il famigerato accordo Tudjman/Milošević spalancò le porte all’orrore della guerra civile jugoslava.
Praticare questa nuova divisione significherebbe condannare all’estinzione per sopravvenute decisioni superiori tutte le enclavi, abbandonare al loro destino i serbi di Kosovo, riservare un futuro museale ai monasteri secolari, patrimonio d’Europa e dell’umanità intera.
La nostra associazione, da sempre schierata a fianco del Monastero di Dečani, in quest’ora difficile e complessa, porge la propria solidarietà all’Igumeno del Monastero, l’Archimandrita Sava Janjić, ignobilmente attaccato da politici insulsi che devono rendere conto ai loro padroni; unendosi nella preghiera proclamata da Sua Grazia il Vescovo Teodosije, per la salvezza del popolo di Kosovo e Metohija.
Ribadiamo a gran voce che ciò che sta accadendo in Kosovo si può rivelare come il più tragico vaso di Pandora di questo secolo, l’inizio di una nuova era di orrori e sofferenze.

Plaudiamo quindi tutti gli uomini di buona volontà che si sono schierati contro questo crimine, contro la divisione della terra sacra d’Europa; una battaglia di civiltà destinata a svilupparsi in ogni sede, come ci hanno ricordato i semplici tifosi della Stella Rossa di Belgrado, che allo stadio hanno espresso con suggestiva coreografia un semplice messaggio: Нема Поделе, Nema Podele, NESSUNA DIVISIONE.