Bulaj a mantova

“Il canto trasfigura il volto del monaco che voleva fare il filosofo e di quello che scriveva copioni per il teatro e anche di quello che cacciava topi e oggi ha gli occhi finti di porcellana, ma è il miglior fotografo ch’io conosca: passiamo ore a parlare delle striature rosee su un muro di Dečani e dei suoi sogni a colori. Anche di quel vecchio monaco senza nome, perché secondo la tradizione monastica non conviene scriverlo. Ma io conosco ogni sfumatura del meraviglioso volto del falegname che porta piccoli sgabelli ai bambini durante le interminabili liturgie, perché non si stanchino. I suoi occhi ridono ogni volta che mi accoglie quando mi precipito nel monastero, tra l’entusiasmo di essere arrivata a casa e l’imbarazzo di turbare la quiete.”

Così Monika Bulaj, antropologa, fotografa e socia fondatrice della nostra associazione, nel suo ultimo libro, Where Gods Whisper (Dove gli dei si parlano), celebra il monastero di Visoki Dečani.

Questa sera un magnifico spettacolo, fatto di immagini, suoni e narrazione al festival della letteratura di Mantova.

Grazie Monika

Where Gods Whisper

Edizioni Contrasto - pag 246 euro 45,00