Presidente

Paolo Rumiz

Classe 1947, sfugge alle definizioni. Giornalista, scrittore, viandante, reporter, saggista, ciclista, camminatore, viaggiatore, scrive per "la Repubblica" e "Il Piccolo" di Trieste. Da sempre attento osservatore dell’Europa orientale ha raccontato il dramma dei Balcani attraversati dalle guerre e dagli interventi umanitari. Tra i suoi molteplici scritti ricordiamo Danubio. Storie di una nuova Europa, Maschere per un massacro - Quello che non abbiamo voluto sapere della guerra in Jugoslavia, Est, Tre uomini in bicicletta, È oriente, Gerusalemme perduta, La leggenda dei monti naviganti, Annibale. Un viaggio, L'Italia in seconda classe, La cotogna di Istanbul, Il bene ostinato.

Nel giugno del 2005 insieme a Moni Ovadia e Monika Bulaj, incontra il  Monastero di Dečani e scoppia un amore... che ancora dura: “Vorrei che gli italiani scoprissero questo posto dove la dolcezza della fede non ha eguali. Dečani é anche un po’ loro, perché hanno contribuito a salvarlo nel 1941 e anche oggi. L’Europa si fa in luoghi come questo, saldando i cristiani d’Occidente e d’Oriente. Sogno una lunga fila di pellegrini che da Bari traversino nel Montenegro, traversino le sue montagne, per poi scendere qui, lungo il fiume, fino alla tomba di Stefano il Santo. Dečani é sulla strada di Gerusalemme. E’ e resterá sempre nel mio cuore, grazie, prijatelj dobri” estratto dal libro degli ospiti del Monastero di Visoki Dečani